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Abusiva concessione del credito e fallimento dell'impresa

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La sentenza n. 9983/2017 della Corte di Cassazione, sez. I, Civile, ha confermato la legitimatio ad causam del Curatore fallimentare sulla base del combinato disposto dell’art.146 L. Fall. e dell’art. 2393 c.c., anche nei confronti della Banca “ove la posizione a questa ascritta sia di terzo responsabile solidale al danno cagionato alla società fallita per effetto dell’abusivo ricorso al credito da parte dell’amministratore della società predetta”.

Il Curatore Fallimentare, dunque, è legittimato a convenire in giudizio l'Istituto di Credito chiedendone la condanna in solido al risarcimento (ex art.2393 c.c.) dei danni cagionati alla società fallita a causa delle concorrenti condotte degli amministratori richiedenti i finanziamenti e delle Banca concedenti il credito.

L’abusiva concessione del credito ad un’impresa che versa in difficoltà economiche può, quindi, tradursi in gravi responsabilità per gli Istituti di Credito.
Tenere artificiosamente in vita una società decotta, attraverso il ricorso al credito ed altre operazioni di natura bancaria, è, purtroppo, una prassi che non poche volte ha interessato imprese successivamente dichiarate fallite.

Spesso tali condotte o sono finalizzate a limitare le perdite per le banche o, in ogni caso, riguardano rapporti economici viziati da complicità tra imprenditori e amministratori degli Istituti di Credito.

La concessione abusiva del credito produce un danno economico all’intero tessuto economico, in quanto nel medio termine danneggia l’impresa richiedente il credito, ma al tempo stesso arreca un pregiudizio sia alle imprese concorrenti che ai creditori dell'impresa finanziata.

Anche i soggetti che si ritengono lesi dall’abusiva concessione del credito ad un’impresa possono esperire l’azione di responsabilità extracontrattuale ex art. 20143 c.c. per violazione del principio del neminem laedere.

Si riportano in allegato la Sentenza n. 9983/2017 della Corte di Cassazione e il commento ad essa pubblicato sul portale www.dirittobancario.it